La Camusso (Cgil), alle Fiere: “Si torni ai valori originari della cooperazione”

“Reggio Emilia Cooperazione. Quali prospettive?” era il titolo del convegno nazionale che si è svolto presso le Fiere di Reggio Emilia martedì 18 luglio. Promosso da FILLEA CGIL di Reggio Emilia durante la mattinata sono stati affronti i temi della crisi produttiva ed occupazionale che ha investito le cooperative di produzione e lavoro del settore delle costruzioni. Una pagina drammatica aperta alcuni anni fa e che ha coinvolto la Cooperativa Muratori Reggiolo, la Orion, e più recentemente Open Co, Coopsette e Unieco con conseguente perdita di circa 1.300 posti di lavoro.

Relatrice di chiusura della mattinata la segretaria nazionale della Cgil Susanna Camusso che non si è fatta intimidire dalla presenza del segretario regionale di Legacoop Giovanni Monti e da quello di Emilia Ovest Andrea Volta nel dare alcune stoccate al mondo della cooperazione: “La cooperazione deve tornare a ricostruire la propria credibilità e la propria diversità. Se chiedete a tante persone di sostenervi, dovete poi offrirgli un sistema di garanzie che li protegga, perché non può essere che i soci e lavoratori siano gli unici a pagare”.

“Oggi c’è una crisi d’identità del mondo cooperativo -ha detto la Camusso-, anche per colpa delle cooperative spurie, ed è difficile ricostruire la fiducia alla base delle coop dopo ciò che è successo ma bisogna riprovarci. Reggio Emilia sono stati errori dovute a “strategie sbagliate e errori di direzione, ma non dobbiamo fare un processo a queste situazioni. Ora dobbiamo guardare al futuro, mirare a ricostruire una credibilità di sistema che si basi di nuovo sul concetto di solidarietà”.

Infine la stoccata a chi, attraverso la cooperazione, imita un altro modo di fare impresa: “Attualmente c’è troppa imitazione di Confidustria. Bisogna ripartire tornando di più al senso e al valore della cooperazione imitando meno le forme societarie che non sono proprie della cooperazione e per fare questo è necessario ridare una prospettiva a chi è rimasto senza lavoro. puntando sull’innovazione, sulla ricerca, sulla formazione dei lavoratori e sulla qualità degli investimenti”.