Enrico Letta alle Fiere di Reggio Emilia

Articolo tratto da ReggioNelWeb.it ( http://reggionelweb.it/2017/06/letta-no-leader-politici-follower-dei-propri-follower-foto-video/ ) C’erano circa 200 persone ad ascoltare Enrico Letta, ieri sera alla sala convegni delle Fiere di Reggio Emilia, fra questi numerosi ex esponenti e amministratori DC-Partito Popolare-Margherita provenienti anche da altre città dell’Emilia Romagna. Ma non erano i soli a dedicare una serata all’ex premier, in sala erano presenti infatti diversi attivisti storici dell’ex PC-DS-Pds oggi uniti nella sigla associativa associativa “Reggio Diritti e Libertà”.

A fare gli onori di casa all’arrivo di Letta, Marco Barbieri, Presidente CeStER -Centro Studi Emilia Romagna-, e il consigliere comunale PD Pierluigi Saccardi, amici di Letta fin dai tempi dei giovani DC.

Fra il pubblico spiccavano le presenze di Andrea Costa, Nando Rinaldi, Gianluca Cantergiani, Elena Montecchi, Antonella Incerti, Fausto Giovanelli, Iuna Sassi, Emanuele Cavallaro, Franco Ferretti, Nino Tagliavini, Ilenia Malavasi, Mario Dall’Asta, Mauro Vicini, Massimo Bulbi, Giordano Rodolfi, Pietro Pazzaglini, Davide Dazzi, Gilberto Gasparini, Roberta Pavarini.

Enrico Letta, sollecitato dal giornalista Pierluigi Senatore sui temi trattati nel libro “Contro venti e maree”, ha parlato dei cambiamenti in atto in Europa: “Inglesi e americani hanno fatto sì che i due paesi guida della globalizzazione si mettessero ai margini. I primi scegliendo di uscire dall’Europa con la Brexit e gli altri scegliendo Trump. In sintesi, hanno deciso di non stare dalla parte dell’integrazione. In Francia invece Macron hapreso una direzione opposta, anche rispetto ai due partiti tradizionali, con discorsi che qualsiasi comunicatore gli avrebbe detto di non fare. La politica dovrebbe capire come gestire i cambiamenti in un momento di crescita globale che sta portando sempre più alla crescita della disuguaglianza”.

Per Enrico Letta una soluzione sta nel rivedere proprio il concetto di politica e leadership politica: “Se teorizzassimo che il leader è il follower dei propri follower, saremmo tutti tentati a scrivere per far piacere alla pancia dei follower, rischiando così di diventare appunto follower dei nostri follower. In questo modo però non si costruisce nulla. Se penso ai grandi del passato, hanno fatto storia proprio quelli che si opponevano alla gente che avevano attorno”.

Non è stata una condanna a internet però, Letta infatti elogia la trasparenza che oggi esiste proprio grazie al web: “Non c’è più lo spazio di un tempo per certe furbizie, Machiavelli grazie al web non funziona, perchè tutto viene a galla, tutto diventa trasparente, tracciato, visibile”.

L’ex premier, dopo aver spiegato che una giusta integrazione è importante anche nella lotta al terrorismo, ha auspicato un maggiore europeismo: “L’Europa è diventata positiva per coloro che sono cosmopoliti, per i non cosmopoliti l’Europa non è positiva”.

Inevitabile una riflessione sulle votazioni del giorno in merito alla legge elettorale, votazioni che hanno fatto saltare il patto Pd-M5s-Fi-Lega: “È stata una brutta giornata, abbiamo dato un’immagine pessima”. “La politica è fatta di priorità, per capir se uno è un buon politico o meno, è sufficiente chiedergli quali sono le priorità -ha spiegato Letta-. Se in queste settimane la priorità era quella di andare al voto al più presto possibile per esigenze purtroppo ben chiare, il banco salta, la priorità non può essere questa. E’ importante invece ricreare ordine nel sistema per avere nella prossima legislatura una maggioranza stabile”.

Enrico Letta non cita mai Renzi, ma il riferimento è chiarissimo e gli strali lanciati non sono certo stati leggeri: “Ciò che è successo oggi è figlio di mancanza di autocritica di quanto accaduto con il referendum. Anzichè prendersela con gli altri, bisognava riflettere. Dopo il referendum -ha concluso Letta- ho sentito una cosa fuori dal mondo: ‘Ripartiamo da quel 40%’. Il fatto è che hai perso, e hai perso pure male. Trovo impressionante la mancata riflessione sul perché il paese ti si è rivoltato contro. Continuare con un certo atteggiamento significa portare nella prossima legislatura zavorre dannose per l’intero paese”.