Due mostre del Circuito OFF di Fotografia Europea 2018 alle Fiere di Reggio Emilia

Dal 20 aprile al 17 giugno, in occasione dell’edizione 2018 di Fotografia Europea, le Fiere di Reggio Emilia ospiteranno due mostre del circuito OFF.  

Mostra  “CABIRIA il fato, l’acqua, la storia” di Massimo Berretta

Le fotografie di Massimo Berretta sono ispirate dall’opera cinematografica Cabiria di Giovanni Pastrone (1914), e messe in opera attraverso lo sviluppo di un processo fotografico che va dallo scatto in studio, con la modella Roberta Giulieni, ad una successiva elaborazione in post-produzione. Nello specifico la tecnica  usata è quella di un montaggio degli scatti ottenuti in studio con altre fotografie dell’autore, attraverso sovrapposizioni (in alcuni casi fino a 20). Parallelamente, è stato fatto un accurato studio sul colore per ricreare una serie di accordi cromatici che riproducessero quelli dell’usura del tempo per restituirne una percezione contemporanea.

Massimo Berretta vive e lavora a Roma. 
Inizia giovanissimo a dedicarsi alle forme espressive della fotografia e delle arti grafiche, in special modo alla fotografia di architettura, industriale e di documentazione tecnica dei beni culturali.
Collabora con vari artisti italiani e giapponesi per la documentazione delle loro opere, ed è fotografo per il Satiro Danzante di Mazara del Vallo durante l’Expo di Aichi in Giappone nel 2005. Ha collaborato attivamente con l’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia di Roma. Ha realizzato numerose mostre e partecipato alla realizzazione di pubblicazioni e libri.

La mostra è a cura di: Claudio Romanelli ed è promossa dall’ Associazione culturale Controchiave

Info e contatti: 
Walter Acciarini: acciarini@massimoberretta.it
Web: massimoberretta.it

 

Mostra “Intrecci: vita nella favela” di Matteo Donelli

Oltre venti opere che raccontano il sistema sociale nella favela di Rocinha ( Rio de Janeiro ) nel periodo della cosiddetta “pacificazione”.

Saranno in mostra non solo violenza e narcotraffico, ma anche scene di quotidianità, specchio di un tessuto sociale articolato che “nel bene o nel male ti accoglie sempre”.

Gli intrecci descritti non sono solo i cavi inestricabili che oscurano il cielo ma anche gli sguardi della gente che si incrocia per strada che raccontano gioia e paura.